Viaggio nel passato
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Questo blog intende celebrare gli anni 70/80, attraverso un viaggio fatto di racconti di vita privata, eventi, oggetti, persone e quant'altro era possibile trovare all'epoca.
Vuole essere una sorta di viaggio personale e nostalgico attraverso quegli anni, che forse solo chi ha vissuto con me a volte potrà capire... Ma questo blog è una sorta di diario scritto per me stesso... e per chi c'era.
I nostalgici sono i benvenuti... coloro che non lo sono, probabilmente lo diventeranno.
BUONA LETTURA!

Fantascienza anni 70 - Parte seconda

20/3/2015

1 Commento

 
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Probabilmente, la serie di fantascienza meno attendibile dal punto di vista scientifico, seppur teorico, fu "Spazio: 1999". L'idea di partenza era audace. Un'esplosione avvenuta sul lato nascosto della Luna, dove erano stoccate delle scorie nucleari, lancia fuori orbita il nostro satellite, e con lui l'intera base Lunare Alpha, un'installazione scientifica permanente. L'intero equipaggio, capitanato dal comandante Koenig, si ritrova così a dover sopravvivere nel viaggio che la Luna fuori controllo effettuerà nel cosmo...

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Ciò che venne obbiettato  alla credibilità degli avvenimenti è riassumibile innanzitutto nel fatto che un'eventuale esplosione sul lato nascosto della Luna non l'avrebbe proiettata nello spazio, ma dritta verso la Terra, ammesso che delle scorie possano esplodere, e soprattutto che siano in grado di generare un'onda d'urto tanto forte da spostare la Luna, piuttosto che ridurla in briciole! Inoltre, durante il viaggio, il personale della base lunare Alpha incontra diversi pianeti e esseri alieni... Peccato che anche viaggiando alla velocità della luce, una cosa del genere sarebbe impossibile per diversi anni... A parte tutto, la realizzazione delle ambientazioni e dei mezzi (le mitiche Aquile) era molto ben curata e decretò il successo di "Spazio: 1999"... almeno per la prima serie.

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Infatti, una drastica riduzione del budget, decretò il flop della seconda delle due serie del telefilm. Le ambientazioni furono ridotte e quelle che c'erano erano più scarne. Gli effetti erano meno curati e soprattutto sparirono misteriosamente alcuni dei personaggi chiave della prima serie, primo fra tutti l'ufficiale scientifico Victor Bergman, sostituito poi dall'aliena mutaforma Maya. Addirittura la sigla fu riciclata, essendo già apparsa in due film di Bud Spencer, "Pari e Dispari" e "Lo Chiamavano Bulldozer"...

Come già detto, "Spazio: 1999" andò in onda in due serie, entrambe di 24 episodi.  La prima, girata dal 1975 al 1976, andò in onda in Italia nel '76 e la seconda, girata dal 1976 al 1977 andò in onda nel 1980. 

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Quello di cui diremo adesso, invece, è una delle serie di fantascienza più longeve di sempre, che continua ancora oggi dal 1966 quando fu lanciata: parliamo del grandioso "Star Trek". Ovviamente, vista la natura nostalgica di questo blog, parleremo soltanto dell'immensa serie Classica, quella del capitano Kirk, dell'algido Signor Spock e del dottor McCoy, e dei loro viaggi. 

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La storia segue le avventure dell'equipaggio dell'astronave Enterprise NCC-1701 di Classe Constitution, impegnata nel viaggio esplorativo di cinque anni alla ricerca di nuova forme di vita.

Immancabilmente, la sigla iniziava con la seguente frase:
"Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima."

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A differenza di "Spazio: 1999", Star Trek era basata su teorie scientifiche reali, quali la velocità di curvatura, che dovrebbe permettere di piegare il tempo e lo spazio per viaggiare a velocità diverse volte superiori a quella della luce, o il teletrasporto, per gli spostamenti da nave a pianeta senza mezzi di locomozione...
Inoltre, pur essendo concepita per divertire, "Star Trek" affrontava temi difficili per l'epoca, (e a dire il vero non facili neppure oggi...) quali ad esempio l'integrazione razziale. Infatti, l'equipaggio era composto da un giapponese (Sulu, il pilota) , una donna di origine africana (Uhura, addetta alle comunicazioni), diversi americani, uno scozzese (Scott, l'ingegnere), un alieno (Spock, ufficiale scientifico) e un russo (Chekov, il navigatore), che lavoravano in simbiosi superando le loro differenze culturali. 
Qualcosa che noi non sappiamo fare nemmeno oggi... E' forse un'altra dimostrazione che all'epoca anche il puro intrattenimento aveva uno scopo educativo.

In "Star Trek", apparirono un numero incredibile di specie aliene, ostili e non, con un corpo fisico o immateriali e semidivine, artificiali o organiche... impossibile ricordarle tutte, ma alcune di loro, partorite dalla fervida mente del creatore della serie Gene Roddenberry e dagli autori, furono: andoriani, vulcaniani, klingon, romulani, l'entità cristallina, il compagno, il gorn, medusani, metron, l'ameba, androidi, la creatura di M-113, la horta, scalosiani, talosiani, triboli... e parliamo soltanto di ALCUNI alieni apparsi nella serie classica.

La serie originale venne trasmessa per la prima volta nel 1966 e quindi sarebbe un intruso nel periodo ricordato in questo blog, ma in Italia arrivò nei primi anni 70 grazie alle antenne della televisione della Svizzera italiana, tuttavia la diffusione di massa avvenne nel 1980 attraverso le TV locali.  
1 Commento
francesco
8/3/2016 10:21:19 am

Lontano (2011)

Lontani sono i mondi che noi attraverseremo senza saper
bene dove l’inizio della nostra fine. Lontani, i mondi lassù,
ma non scorderemo il fine. Noi, figli di Yaf-het, di colui
che “prese dimora” a occidente, ora abitiamo sotto tende
di Sem, sotto le ali della Sua chiesa. Se solo sapessimo
del nostro passato per saper dove si volge il nostro passo!
Che potremmo mai ricordarcene non senza confusione?
Prosciugatesi antiche paludi, dal Mar Caspio giungemmo
al Mar Nero di terre incognite, sospese come nel sogno:
Hattilantis ne fu il nome, un’Atlantide di ceneri e lapilli
che ebbe a che fare con l’isola di Creta e dove fu fondata
la nostra Ilio. Ma i greci, antichi nemici di anatolici,
non conobbero veramente i minoici: di essi sì, ne narrano
alcuni miti, ma Minosse non era il diavolo. Esisteva,
agli inizi, lo strano culto del serpente e lì dove l’aratro
seminava primi indizi di civiltà direttamente nel solco
della storia. Nei pressi di Eridu, antica città di Shumer,
il Paese del Mare, si modellarono statuette ofidie, sotterra
furono rinvenuti gli ossi di esseri giganteschi, i dinosauri,
e l’Eden si collocava nel giardino di Guedinna, tra Umma
e Lagash; ma l’essere a noi più ostile un Neanderthal
come Lilith, allor quando Iddio rivestì l’uomo di pelli
e il lanoso pachiderma tuonava. Accadde poi il Diluvio,
e l’acque tumultuose dell’Eufrate inondarono il meridione
e tutte le terre feconde che videro poi la gloria di un re:
Ghilgamesh. Tra tutti i grandi che eressero megaliti
orientandoli secondo le cose di Padre Cielo e che presero
in moglie le figlie di una Madre Terra, anche l’Egitto,
fondato da Narmer, emerse dall’acque come un obelisco,
ai raggi del sole, ma più non vi regnava l’asiatico
che abbozzò le piramidi e quella sfinge poi raffigurata
nella Tavolozza del protofaraone, come immersa
in petrose sabbie lungo le belle rive di papiro. E quelle
genti che fecero il lavoro duro di erigerne i monumenti
son coloro che il biblista chiama i Figli di Misraim.
Ma Misraim non è Mis-Rê, l’Egitto dinastico non è
il pre-dinastico Popolo del papiro! Oltre al geroglifico,
lingua conosciuta di allora fu una sola, scritta da nazioni:
il cuneiforme. E le sue parole, incise nella cruda argilla,
si adattavano a ogni vulgata, come ci testimonia Ebla.
Persino Mosè la conobbe, altrimenti come lo avrebbe
inteso uno di Madian quando fuggì da corte? L’accàdico,
ossia l’assiro-babilonese, era la lingua internazionale
di cui acuti faraoni come Ekh-en-Aton si servirono
in diplomazia e sempre in questa Nefertari, una moglie
di Ramses, aveva ottimi rapporti con la consorte del re
ittita, anni dopo quella di Qadesh. Qui perdere il filo
del discorso è molto facile, visto che il Genesi biblico,
tra tanti fatti mitologici, ci parla soltanto di una sola
lingua conosciuta ai tempi delle prime ziqqurat sì alte
come quella di Saqqara, ma nel labirinto di specchi
che è la parola, il nome Arianna significava Colei
che fu bella, poiché Ari significava avvenente e Ann
era suffisso del passato remoto del verbo essere. A noi,
pronipoti di un Noè di nome Deucalione, oggi dispersi
in ogni dove sulla faccia delle terre emerse, dette impulso
anche stirpe d’intrepidi Arii, che conquisero Hariyupeya,
una Harappā dei Rig-Veda. Tutto giusto fin qui? Il canto
mio è desolato, or più non siamo gli stessi di uno ieri,
e dove ritroveremo le nostre radici per guardare anche
alle verdi foglioline? Tutto è caduco, eracliteo “panta rei”
colma ogni buco. Smemoreremo? Si è fatta oscurità, ora,
sulla Terra, a causa di molte calamità l’Oriente soffre.
Chi, senza peccato d’orgoglio, ci guiderà su vie d’eternità,
a chi attingeremo vere perle di saggezza? Da coloro
che ballano la samba sugli altari e ti adescano ragazzini?
Vita, sinonimo di luce, ma molti preferiscono le tenebre
alla vera lampada di un’umanità interiore, si prendono
gioco del loro prossimo, perché adorano un vitello d’oro.
Lontani sono i mondi che noi attraverseremo, lassù,
senza saper bene dove l’inizio della nostra fine. Già
ci si son spalancate le porte dell’universo, lo scrutiamo,
e la polverosa luna è solo un sogno caro a romantici.
Lontani, i mondi lassù, ma non scorderemo il fine
che ci avrà spinto nell’oltre. E quel dì saremo come uno
strenuo fior del deserto, e bello agli occhi del dio Logos.

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